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Acquisti psicologici (mancati)
Quando ancora abitavo con Luca, io e lui concordavamo sul
principio dell'acquisto psicologico. Sei depresso? Cosa
c'è di meglio dell'acquistare qualcosa per tirarti su?
Credo addirittura di avere letto tempo fa (data la portata della
notizia, probabilmente la fonte sarà la colonna di destra di
Repubblica.it) che
l'acquisto ha sul cervello lo stesso effetto della cioccolata e del
sesso, con il risultato di indurre felicità (chimica). Non è
importante se sia vero o meno, l'importante è l'effetto placebo che
questa convinzione ha su di me.
Data l'idilliaca giornata, oggi ho passato il pomeriggio
tentando di portare a termine acquisti psicologici.
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Primo acquisto: scarpe da pallavolo e
borsone per gli allenamenti (così la pianto di
presentarmi agli allenamenti con le scarpe in mano e l'invicta
sulle spalle). Vado da Decathlon, colleziono i vari item, mi
presento alla cassa, porgo il bancomat alla donzella, digito il
PIN. Lei mi fa: «dice "autorizzazione negata per disponibilità
insufficiente», con l'aria sorniona che sottintende "pulcioso
studentello con il conto in rosso". La tentazione di risponderle,
mentendo, «guardi che posso tornare e comprare la baracca per il
gusto di licenziarla» è forte. Resisto.
Non ho con me la carta di credito, quindi torno a casa per
prenderla. (Giunto a casa indago su cosa sia successo; semplice: ho
scazzato qualche spostamento di denaro da un conto all'altro e sono
effettivamente finito sotto di 200 €. Bene. Le banche sono chiuse
fino a lunedì e non posso invertire la situazione fino ad allora.
Ottimo. Mi toccherà campare sulla carta di credito per il week-end.
Saranno belle scene quelle in cui la presenterò domani sera alla
trattoria sperduta nel nulla pretendendo di pagare con quella.
Sublime.)
Con la carta torno da Decathlon e riesco a portare a casa il
maltolto. L'eccessiva complessità dell'acquisto me ne ha un po'
tolto il gusto, quindi ...
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Secondo acquisto: guanti invernali per la moto.
Vado da Mingarelli, sto 25 minuti a scegliere quelli che fanno per
me, mi presento alla cassa e chiedo «posso pagare con la carta,
veeeeeero?». Risposta: «no, solo bancomat». Meraviglioso. Non
demordo: ho con me la carta, vado a prelevare con essa (spendendo
un fottiliardo per l'operazione, ma non ha importanza, l'acquisto
psicologico viene prima di tutto).
Mi fiondo al bancomat a fianco di Mingarelli, inserisco la
carta, so il PIN (N.B. non è il mio bancomat, ma la mia carta di
credito, sono fortunato da conoscere entrambi i PIN). La
macchinetta mi chiede un PIN di 6 cifre però, quello che io ricordo
ne ha 4 
Ancora una volta non demordo, torno a casa, lascio l'auto. Salgo
in casa, verifico il PIN che mi ricordavo: È GIUSTO! sono solo 4
cifre. Scendo, prendo la moto (così potrò subito provare i guanti
nuovi), torno ad un bancomat, inserisco le 4 cifre, premo "conferma
dato", ... e va! Un giro inutile a casa, bastava premere "conferma
dato". W l'aumento del PIL grazie alla benzina consumata dai miei
mezzi di locomozione a scoppio.
Torno da Mingarelli con il contante e porto a casa i guanti.
Che pomeriggio ben speso ...
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